24 Settembre, 2017
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NAVAGERO, Bernardo - Profilo biografico

Nacque a Venezia nel 1507 da Gianluigi, patrizio veneziano, e Lucrezia Agostini, di famiglia non nobile. Frequentò l'università di Padova, ma abbandonò gli studi dovendosi occupare della gestione degli affari familiari dopo la morte del padre (1529). Apprezzato per le sue capacità oratorie, compose le orazione funebri per il cardinale Marco Corner (1524) e per il doge Andrea Gritti (1538). Il nuovo doge Pietro Lando gli concesse in sposa la figlia Istriana, dalla quale ebbe due figli prima di diventare vedovo nel 1548. Fu impiegato per molti anni nell'amministrazione veneziana con incarichi di grande rilievo, quali savio agli Ordini (1532), “sindico inquisitore” in Dalmazia (1535) insieme con l’amico Marcantonio Da Mula, ambasciatore straordinario presso il cardinal Ercole Gonzaga a Mantova (1540), ambasciatore ordinario presso l’imperatore Carlo V a Bruxelles (1543-1546), podestà di Padova (1546–1548), ambasciatore straordinario a Torino presso Enrico II re di Francia, bailo a Costantinopoli (1550–1552) e poi membro del Consiglio dei Dieci, riformatore dello Studio di Padova, provveditore al sale. Nel 1555 fu eletto ambasciatore a Roma dove rimase fino al marzo 1558. Il suo incarico fu particolarmente arduo: in primo luogo dovette sostenere la neutralità adottata dalla Repubblica di Venezia nella guerra mossa da Paolo IV contro gli spagnoli nel regno di Napoli (1556-1557); poi dovette difendere dalle accuse di eresia i veneziani Vettore Soranzo e Alvise Priuli, vescovo di Brescia.
Navagero godeva di larga stima nell’ambiente curiale per cui Pio IV lo creò cardinale il 26 febbraio 1561, insieme con Marcantonio Da Mula, ambasciatore veneziano presso la Santa Sede e suo caro amico. La Repubblica di Venezia permise al Navagero, allora savio del Consiglio, di recarsi a Roma per accettare la nomina, contrariamente al Da Mula che non poté più rientrare in patria poiché la sua elezione era avvenuta mentre stava ricomprendo la carica di ambasciatore veneziano presso la Santa Sede. Nominato vescovo di Verona nel settembre 1562, Navagero fu in seguito incaricato di dirigere il concilio di Trento in qualità di legato papale insieme con il cardinale Giovanni Morone (aprile- dicembre 1563). Morì a Verona il 13 aprile 1565 e fu sepolto nella cattedrale. Poco prima aveva rinunciato al vescovado, riservandosi i frutti della mensa episcopale, a favore del nipote Agostino Valier, futuro cardinale.